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Organizzazione del Corso

COME SONO STRUTTURATI I CORSI?

Le lezioni di strumento musicale vengono svolte nel primo pomeriggio, a partire dalle ore 14.00, dal lunedì al venerdì. Gli alunni, oltre alle due ore curricolari di Musica, partecipano alle lezioni di Strumento (lezione per piccoli gruppi strumentali con due rientri settimanali), Solfeggio e Musica d’insieme.

Teoria e Solfeggio

L’insegnamento di Teoria e Solfeggio è finalizzato all’apprendimento della notazione musicale e delle strutture metriche e ritmiche, dunque all’acquisizione di elementi fondamentali del linguaggio musicale (melodia, armonia, ritmo, timbro, dinamica, agogica).
La pratica del solfeggio, tralasciando l’ormai “obsoleto” metodo conservatoriale, basato sulla trasmissione “meccanico-nozionistica” di strutture ritmiche via via più complesse, viene sciolta nella più generale pratica musicale.

Lezioni per piccoli gruppi o individuali

Le lezioni per piccoli gruppi o individuali di strumento permettono di rispettare il ritmo di apprendimento di ognuno e ne consentono la continua verifica. Non c’è tutto il gruppo classe che condiziona come e su cosa lavorare ed anche il repertorio programmato, può subire variazioni a causa di inaspettati sviluppi o ostacoli. Il giudizio si formula quindi in una valutazione continua dell’allievo, tenendo presente l’evolversi della sua formazione musicale e non solo.

Tutto ciò indirizza verso la definizione di un percorso di studio graduale, ricco di fasi di lavoro adatte a raggiungere tutti gli obiettivi teorici – tecnici – musicali ed allo stesso tempo stimolante e motivante allo studio musicale.

Si rende, dunque, necessario un periodo di osservazione degli allievi, in collaborazione con gli insegnanti di Educazione Musicale, che si occuperanno della loro formazione di base. Questo periodo di osservazione si esplicherà in attività percettive, motorie, ritmiche e vocali e mirerà a fornire dati più precisi rispetto a quelli evidenziati dalla selezione attitudinale.

Ogni esperienza dovrebbe essere musicalmente completa, ossia presentare frasi musicali di senso compiuto, su cui operare tecnicamente, per poter poi apprendere i presupposti teorici a fianco alla produzione del suono, ed avviarsi, attraverso l’analisi, ad una maggiore maturità esecutiva.

Inoltre, si considera fondamentale che l’apprendimento strumentale passi fin dall’inizio attraverso le seguenti fasi:
– esecuzione individuale ed apprendimento di un metodo di studio individuale, basato sul riconoscimento dell’errore e sulla sua correzione;
– esecuzione con l’accompagnamento dell’insegnante e verifica dei risultati;
– esecuzione in piccoli e grandi gruppi, fin dagli stadi più elementari, per affinare le capacità di intonazione, il senso ritmico e coltivare il senso armonico e la conoscenza delle strutture musicali.

Musica d’insieme

Il rapporto individuale con l’insegnante, si apre alla complessità dell’unione di più classi nella pratica della musica d’insieme e rappresenta il senso più profondo della crescita personale nonché collettiva che da più parti viene richiesta alla scuola del futuro.

Anche la musica, al pari delle altre discipline, contribuisce in modo decisivo alla formazione dell’uomo e del cittadino di domani.

In quest’ottica la musica d’insieme, che si pone come strumento metodologico privilegiato nella prassi didattica dell’insegnamento strumentale (vedi D.M. 6 agosto 1999 n° 201), è considerata come attività fortemente socializzante e costituisce anche un’efficace verifica delle abilità raggiunte. Anche la programmazione vede nella musica d’insieme e nella costituzione dell’orchestra lo strumento metodologico più adatto al raggiungimento degli aspetti formativi della scuola secondaria di primo grado perché, nel coinvolgere contemporaneamente più alunni, ne sviluppa la socializzazione e consente di realizzare un prodotto musicale condiviso in gruppo, migliorando la capacità di saper compiere scelte autonome nel rispetto altrui.
Infatti l’esperienza socializzante del “far musica insieme” accresce il gusto del vivere in gruppo abitua i ragazzi a creare, a verificare e ad accettare le regole (seguire i cenni del direttore d’orchestra, essere al proprio posto e adottare una corretta postura mentre si suona, ecc), a rispettare le idee degli altri e ad accoglierle in senso costruttivo, a rispettare i ritmi di apprendimento dei compagni, a recepire possibilità di cambiamento dei ruoli, a superare l’individualismo, a riconoscere le proprie capacità e i propri limiti, ad apprendere tecniche strumentali che ampliano la possibilità di comunicazione e di collaborazione aumentando la sicurezza personale, ad essere consapevoli di far parte del gruppo e di essere autonomi nel gruppo stesso.

Aspetto importante da non tralasciare è che la musica d’insieme, coinvolgendo tutti i ragazzi, a prescindere dalla competenza musicale raggiunta, fornisce delle occasioni di integrazione e di crescita anche per gli alunni in situazione di svantaggio.

CHE TIPO DI MUSICA SI STUDIA?

L’impostazione di studio strumentale impartita nel corso è quella classica, con particolare riferimento al patrimonio musicale italiano ed europeo. Questo non toglie però che i generi affrontati, sia individualmente che nella musica d’insieme, includano anche repertori pop, jazz, blues, tango, le colonne sonore dei film più conosciuti e vicini al mondo giovanile o brani musicali che appartengono alla cultura popolare del territorio, come ad esempio la pizzica salentina.



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