Maria Teresa Ferretti Rodari, 90 anni il prossimo 7 ottobre, folti capelli bianchi, occhi cervoni e sguardo vispo, aveva pensato, prima di partire da Roma, di presentarsi all’incontro con gli studenti brindisini indossando un elegante vestito grigio di lana. Non aveva fatto i conti però con il clima mite di questi giorni della città pugliese. Già domenica sera, 26 marzo, quando è arrivata a Brindisi in auto insieme a Marcella Fagondo, giovane donna romana che l’aiuta a catalogare le decine e decine di libri che arrivano a casa da tutto il mondo, la signora Rodari ha sofferto un po’ il caldo. Comunque è andata a letto tardi, ha cenato – frittura di pesce, anche se non potrebbe!!! – ed è rimasta in compagnia a lungo di coloro che hanno avuto l’idea di ospitarla a Brindisi e che sono andati a prenderla dalla Capitale in auto: Elvira D’Alò, dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo Santa Chiara di Brindisi, e Lorenzo Caiolo, docente dell’Istituto Morvillo Falcone di Brindisi e grande ammiratore e studioso di Gianni Rodari (idea poi condivisa da Rosanna Maci, dirigente dell’Istituto Morvillo Falcone; Maria Oliva, dirigente del Liceo Palumbo; Rosetta Carlino, dirigente dell’Istituto Comprensivo Cappuccini; e Gabriella Armenise, docente di Letteratura dell’Infanzia Unisalento).

Lunedì mattins, la signora Ferretti ha aperto gli occhi prima ancora che il personale dell’Hotel Palazzo Virgilio, nei pressi della stazione di Brindisi, le desse il buongiorno al telefono perché potesse arrivare puntuale all’appuntamento delle nove nell’aula magna della scuola media Pacuvio in viale Togliatti. Era un po’ agitata perché col vestito grigio avrebbe sentito troppo caldo, così Maria Teresa e Marcella sono uscite dall’hotel e sono andate ad acquistare qualcosa da indossare di più leggero. Intanto nell’atrio della Pacuvio, alle nove in punto, gli alunni provavano l’inno della scuola. Intorno alle 9.45 è spuntata l’auto del prof Caiolo, davanti all’ingresso di viale Togliatti: gli era seduta accanto lei, Maria Teresa Ferretti Rodari, sul sedile posteriore Adamà Zoungrana Caiolo e Marcella Fagondo. “Come sta?”, le abbiamo domandato aprendo lo sportello della vettura. E’ scesa dall’auto sorridente: “Sono un po’ stanca, fa caldo…..”, ha risposto. Poi ha raccontato la sua disavventura con la scelta degli abiti, come fanno due amiche di vecchia data.

Maria Teresa Ferretti Rodari è una donna molto semplice, spontanea, sincera, ama la compagnia, tanto i bimbi e gli adolescenti. Ha ascoltato gioiosa l’inno della scuola cantato dai ragazzi nell’atrio e ammirato i cartelloni che riportavano aneddoti, poesie e filastrocche di Gianni Rodari, giochi di parole e disegni. Poi tutti in aula magna: Maria Teresa si è seduta sul divano godendosi rappresentazioni di favole, cori, recite di poesie e filastrocche, da parte degli alunni della scuola primaria, media e del Morvillo. Le sono stati donati tanti lavori, sia nell’aula magna della Pacuvio, che più tardi nella biblioteca della scuola primaria Don Milani in via San Giovanni Bosco, che è stata intitolata alla presenza di tutta la scolaresca e dell’assessore Maria Greco allo scrittore piemontese Gianni Rodari.

Nel pomeriggio Maria Teresa Ferretti è stata impegnata nel convegno presso il Professionale Morvillo Falcone sul tema “Una scuola grande come il mondo…..torniamo a Rodari”, cui hanno partecipato sia la sindaca della città Angela Carluccio – alla quale è stato chiesto l’impegno affinché la biblioteca Rodari possa essere ingrandita e diventare un punto di riferimento culturale in città – che il sindaco dei ragazzi Matteo Nardelli. “Un pomeriggio io e Lorenzo ci siamo detti ‘perché non torniamo a Rodari?’, impariamo giocando”, ha introdotto la dirigente Elvira D’Alò. “E sia partiti”. In realtà sembra essere proprio questo il messaggio lasciato dalla signora Rodari a Brindisi. Maria Teresa Ferretti ha parlato poco al microfono, non ha voluto rilasciare interviste.

Lei ha più che altro ascoltato. Ha avuto il piacere di ascoltare ciò che ha prodotto il marito tanti anni fa, ma che non è mai tramontato e mai tramonterà. Ha percorso tanti chilometri, sopportato il caldo di queste ore, per avere testimonianza del ricordo sempre vivo del grande Gianni Rodari nelle nuove generazioni: “Lui parlava di gioco, non di violenza. E oggi si deve tornare a giocare: no alla violenza”. Gianni Rodari ha scritto la sua prima poesia quando frequentava la seconda elementare, era dedicata al direttore della sua scuola. Lui amava tantissimo il suo lavoro, lavorava moltissimo, trascorreva diverse ore in solitudine, fumava parecchio, giocava con la figlia ma avrebbe potuto farlo di più, a volte non c’era tempo. “Lui scriveva, io portavo avanti i conti di casa”, ha risposto ai bimbi che hanno rivolto diverse domande a Maria Teresa Ferretti. E’ una donna che ha sofferto tanto: “Lui è scomparso improvvisamente, io ero stata operata da appena un mese, nostra figlia era sul punto di laurearsi, non è stato facile”. Ma le basta ascoltare le parole di Gianni Rodari, pronunciate dai piccoli studenti, per farle tornare il sorriso sulle labbra. “Tornerò ancora, da voi, l’anno prossimo”, ha promesso la signora Rodari.

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