È così che Ylenia De Tommasi affronta tutti i giorni della sua vita: speranzosa ma trepidante, con quel sorriso smagliante, tenace, che l’ha contraddistinta per tutto il tempo in cui ha atteso il verdetto della giuria, lunedì mattina, 10 aprile, nell’aula magna dell’Istituto Morvillo Falcone, a conclusione del “Primo School Contest ‘L’autismo secondo me’ – Educhiamo e sensibilizziamo per una scuola inclusiva”.

E lei, dodici anni compiuti il mese scorso, fanciulla un po’ minuta ma dallo sguardo fermo, il premio Facebook Like Morvillo Falcone “1 Tablet”, scrivendo il testo “I miei fratelli speciali”, se l’è aggiudicato per davvero. Credendoci sin da principio.

In occasione della giornata mondiale di consapevolezza dell’Autismo, voluta dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che ricorre il 2 aprile di ogni anno, l’Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici di Brindisi (che il 29 aprile prossimo festeggia il suo primo anno di attività mentre l’ANGSA nazionale esiste da oltre 30 anni) ha organizzato questo Primo School Contest, a conclusione del quale i lavori prodotti dalle scuole dell’infanzia, primarie, medie e secondarie del Brindisino (testi, disegni, fumetti o cortometraggi ) sono esposti nella galleria del centro commerciale “Le Colonne”, dal 31 marzo scorso al 20 aprile prossimo.

Per Ylenia non è stato difficile parlare di autismo, perché è un’esperienza particolare che conosce benissimo, i suoi due fratelli autistici,  da qui il titolo del testo vincitore “I miei fratelli SPECIALI”, anzi ha sentito il bisogno di condividerla con gli altri: “Parlare di autismo non è semplice. Innanzitutto ci tengo a precisare che non è una malattia come si può credere, ma è un modo di essere e soprattutto un modo particolare di vedere il mondo. Non è contagioso e quindi non bisogna averne paura”.

Così inizia il suo testo. Ylenia è arrabbiata: “Anche a me questa Società spesso non piace …..ma non posso metterci su un’etichetta – cerco di viverci meglio che posso. Ai miei fratelli questa possibilità non è stata data e mamma si è vista costretta a portarli a Treviso”.

A Brindisi i suoi fratelli non hanno trovato strutture adeguate al loro problema, nè personale altamente specializzato. I suoi fratelli sono curati lontano da qui, Ylenia vive con i nonni: “La speranza è l’ultima a morire…..e la mia è che, in un prossimo futuro, chi soffre di autismo possa trovare la terapia miracolosa, per permettere a queste PERSONE SPECIALI una vita serena come gli altri”.

Ylenia non ha avuto certamente una vita facile, vive immensamente amata dai suoi nonni, ma pure lontana dai fratelli e dalla mamma. Eppure lei a scuola è sorridente tutti i giorni, è una ragazzina dai mille interessi, desiderosa di apprendere, è coraggiosa, temeraria, osa sfidare e prova a cambiare quel mondo che non le piace. Lei, con i suoi soli 12 anni, col suo fisico mingherlino, non si arrende, mai.

Tutti noi abbiamo da imparare da Ylenia. Lo ha sottolineato la dottoressa Graziella Di Bella, neuropsichiatra infantile, direttore Niat e direttore sanitario ASL/BR, da poco in pensione, componente della giuria, che ha consegnato sul palco del Morvillo l’attestato e il tablet a Ylenia De Tommasi, accompagnata dai suoi compagni della classe II D della Pacuvio e dai prof Rosanna Calogiuri, Emanuela Danese e Antonio Fischetto: “Un testo bellissimo che esprime tutta la rabbia di Ylenia e al tempo stesso la speranza che qualcosa possa cambiare”.

Ylenia incrocia le dita, così come ha fatto per tutto il tempo lunedì mattina nell’aula magna del Morvillo, insieme ai suoi compagni di classe che facevano un tifo sfegatato per lei. Incrociamo pure noi le dita insieme a lei e per lei: il suo coraggio, la sua forza, la sua costanza meritano tantissime altre vittorie nella vita. E siamo certi che arriveranno.

È possibile leggere il testo integrale scritto da Ylenia cliccando sul link di Facebook.

 

 

Daniela Napoletano