di Laura Lenzi

E così in II B abbiamo iniziato a scrivere poesie. Certo all’inizio non è stato facile ma, una minilezione per volta e con un testo modello per ogni tecnica da imparare, abbiamo iniziato a lavorare alle prime bozze, a revisionarle con l’aiuto dei compagni e della prof, a sederci sulla sedia dello scrittore per leggerle alla classe, a complimentarci per i versi più belli e a darci qualche suggerimento: “Secondo me si sente poco il Potere dell’io…..”, “Alcune parole sono troppo generiche: scegline altre più dense”. Insomma la comunità di scrittori ha preso forma davanti ai miei occhi e l’entusiasmo nelle ore di laboratorio si toccava con mano.

Poi un giorno durante la pausa pranzo ho lanciato un’idea: «Pensavo che potremmo organizzare una serata in cui leggere ai genitori le poesie che avete scritto,  così… semplicemente per condividere con loro la nostra passione per la Poesia. Che ne dite?». In realtà avevo in mente una sorta di Parole Note Kids: musica e poesia che si fondono e si esaltano a vicenda come nella trasmissione di Radi Capital, rivista e corretta a misura di ragazzi (e soprattutto dei nostri mezzi e delle nostre capacità). Sta di fatto che i ragazzi sono partiti in quarta ed è iniziata una febbrile attività di progettazione e organizzazione della serata, mentre si ultimavano le poesie da leggere.

Alcuni hanno preparato le locandine e gli inviti, altri hanno montato un video introduttivo sulla poesia, le ragazze hanno scelto le musiche e i video da proiettare sullo schermo per fare un po’ di scenografia durante la lettura. E poi c’e stato il lavoro dei registi che hanno coordinato il tutto e preparato la scaletta della serata. Ognuno ha fatto qualcosa, ognuno ci ha messo del suo.

Il momento più bello è stato quello in cui abbiamo scelto le poesie da leggere. Uno alla volta i ragazzi hanno fatto ascoltare ai compagni i propri versi, quelli che ritenevano più adatti alla serata, magari una sola poesia delle due o tre che avevano scritto. Gli indecisi le hanno lette tutte e gli altri li hanno aiutati a scegliere le più significative. In molti casi si è levato un coro: «Leggile tutte!!!».

Sin da subito Ilaria ha detto: «E’ meglio che ognuno di noi legga le poesie scritte dagli altri, non le proprie, altrimenti i genitori staranno attenti solo a quello che leggerà il proprio figlio!». Geniale! E terribilmente vero… Siamo stati tutti d’accordo e c’è stato un bellissimo “scambio” di poesie: «Posso leggere io quella di Luigi? Mi piace un sacco…»; «La mia potrebbe leggerla lei?»; «Quella dedicata alla Zia Silvana che non c’è più la leggo io: la conoscevo…».

Dopo una settimana di preparativi, sono iniziate le prove in Aula Magna. C’è stato chi è venuto a scuola con la febbre per non perderle e chi se n’è andato in ambulanza perché era caduto giù dal palco. Tra stravolgimenti vari di scaletta e inconvenienti tecnici di ogni tipo, c’è stato soprattutto tanto impegno: i ragazzi hanno sentito la responsabilità di dare voce alle parole dei compagni, hanno provato e riprovato le pause, l’intonazione,  il ritmo e la velocità giusta per seguire la musica di sottofondo. E sono stati bravissimi!

Quando è arrivato il fatidico lunedì e si sono spente le luci nell’Aula Magna, è iniziata la vera magia. Sì, proprio magia! Almeno così è sembrata a me che dal fondo della sala regolavo il volume dei microfoni, mentre Mauro mandava i video e la musica e tutti gli altri, perfettamente padroni della situazione, facevano risuonare le loro parole davanti ai genitori increduli ed emozionati. Se volete avere un’idea di quello che è stato, fate un giretto nella sezione Le nostre parole.

Terminata la lettura delle poesie, c’è stato il colpo di scena. I genitori si sono ritrovati in mano penne e post-it e, come è solito accadere durante il nostro lavoro in classe, è stato chiesto a tutti di partecipare, di dare il proprio contributo. Anche l’idea di far “lavorare” i genitori è nata dai ragazzi e Cristiano si è incaricato di dare istruzioni al pubblico: «Il poeta inglese Housman diceva: “Io non so cosa sia la poesia, ma la riconosco quando la sento!”. Se nei nostri versi avete riconosciuto un po’ di poesia, provate a definirla, rispondendo sui post-it alla stessa domanda da cui è partito tutto il nostro percorso e poi incollateli sul cartellone: lo terremo in classe con noi per ricordo di questa magnifica serata. Che cos’è la poesia per te?» (in allegato la foto del risultato).